Carta d'identita elettronica fino al 2013

La carta d’identità  elettronica e l’impronta digitale

La carta d’identità elettronica in Italia è stata introdotta nel 2001 in alcuni comuni come servizio sperimentale, ma di fatto ha funzionato sempre un po’ a singhiozzo. E’ stata poi sospesa nel 2013. Vediamo la sua storia e la situazione al 2014.

Avevo scritto questo post nel 2008, quando ho avuto la mia prima carta d’identità elettronica presso il Comune di Napoli, uno dei comuni capofila tra tanti, che partecipò al progetto del Ministeri degli Interni (poi fallito) di quella che doveva essere la nuova carta d’identità in Italia, che contenesse al suo interno un chip con tutte le informazioni del cittadino, compresa l’€™impronta digitale e il codice fiscale. Progetto poi rilevatosi costoso e praticamente fallito. Nel 2014 dovrebbe essere introdotta la nuova carta d’identità più economica e facilmente consegnabile al cittadino.

Ho avuto l’occasione di rinnovare la mia carta d’€™identità nel 2008 potendola prenotare nel nuovo formato carta di credito, con foto e impronta digitale.

Disponibilità  della nuova carta di identità :

Le carte d’identità elettroniche, venivano distribuite fino al 2013 a piccoli lotti di 1000 unità solo in alcuni comuni in forma sperimentale.
In occasione del rinnovo della propria carta di identità era possibile visitare il sito web del proprio Comune e seguire le indicazioni per prenotarsi e ottenerla.

Nel mio Comune (Napoli), il processo di richiesta, appuntamento ed emissione, ha funzionato con una precisione strabiliante.

Ho trovato l’avviso sul sito del comune, ho scaricato e compilato il modulo ed inviato lo stesso via fax.
Il giorno dopo ho ricevuto un’email di conferma e l’indicazione della data in cui presentarmi per l’emissione della nuova carta di identità  elettronica.

Il rilascio della carta d’identità  elettronica:
Una volta giunto al Comune, ho notato la presenza di due sportelli, uno per le carte di identità tradizionali, l’altro per quella elettronica.

I tempi di emissione di una carta di identità  tradizionale sono ormai bassissimi, pochi minuti, ma bisogna portare con se un certificato di famiglia e le foto da applicare sulla tessera, oltre alla compilazione del solito modulo.

Nel caso delle carte di identità  elettroniche, ho dovuto compilare un modulo di richiesta, inserendo tutti i miei dati nuovamente, la cosa mi ha stupito perché pensavo fosse già  stato stampato e pre-compilato con i miei dati inviati via fax.

Ho dovuto aspettare quasi 2 ore il mio turno, in quanto il tempo di effettiva emissione di una carta di identità  elettronica al momento è di circa 20 minuti per utente.

Finalmente al mio turno!!
Ero in presenza di un bravo tecnico informatico che eseguiva ormai con disinvoltura le procedure.

Il tecnico ha compilato di suo pungo, una scheda elettronica con i miei dati, leggendo dal modulo che io avevo compilato a mano in precedenza.
Ho notato la cosa perché il codice fiscale avendolo scritto io a mano ed avendo una pessima calligrafica, mi è stato chiesto più volte di leggerlo e dettarlo.

Successivamente il tecnico ha digitato a mano i miei dati negli appositi spazi vuoti della scheda, anche questa operazione mi è sembrata strana, perché si sono fidati della mia precedente carta di identità  e del foglio che avevo precompilato.

Mi è stata fatta poi la foto, con una speciale webcam e mi è stato chiesto di appoggiare l’indice della mano sinistra su un piccolissimo scanner.

In pochi minuti è comparsa la mia foto e l’impronta digitale del mio dito.
Da quel momento ho pensato che non avrei potuto più commettere attività illegali :-))
Il tecnico con semplici programmi di fotoritocco, ha schiarito e pulito le due foto e le ha allegate al programma.

Successivamente ha inserito una tessera formato carta di credito in una particolare stampante e dopo qualche minuto, ho avuto la mia carta di identità  con foto, ologramma, chip ed … impronta digitale.

Appena si emette una nuova carta di identità  elettronica, i dati vengono subito trasmetti al Ministero degli Interni, per quelle tradizionali i dati vengono inviati la notte.

Le dimensioni della carta d’identità  elettronica:
La carta ha le dimensioni classiche di una comune carta di credito, ha il chip oltre alla banda magnetica.
Quest’ultima ha stampato al suo interno la foto in miniatura e il codice fiscale, si vede in controluce.

Carta d'identita elettronica fino al 2013
Carta d’identita elettronica fino al 2013

La sicurezza dei dati e la privacy per le carte di identità  elettroniche:
Ho notato l’utilizzo di un normale client ftp (programma per trasferire i file), anche datato come WS_FTP.
Ogni operazione su un utente il tecnico trasferiva i dati via FTP da un computer ad un altro (non so quale), con questo client.

La tessera viene consegnata in un pratico astuccio ben fatto, per proteggere la carta.

I costi al cittadino:
Il costo è superiore (anche se di poco) a quello della carta d’identità  tradizionale, fissato per il momento è 20 euro. La carta d’identità elettronica è valida anche per l’espatrio, ma attenzione non è accettata in tutte le nazioni. Il Ministero degli Interni ha diramato le nazioni che non la riconoscono. In genere in Europa è comunque accettata.

Difetti della carta d’identità elettronica che hanno portato il progetto alla chiusura al 2013:
Il servizio è stato offerto in forma sperimentale, nel 2013 il Ministero degli Interni ha fermato la produzione di nuove carte, elaborando per il 2014 una nuova carta d’identità elettronica più economica e sicura.

Infatti quelle rilasciate fino al 2013, hanno un costo “enorme”, i costi non coprono la spesa di produzione e stampa, in più la qualità della stampa è pessima, basta graffiare un po’ e le scritte si eliminano facilmente. Utilizzando l’astuccio e sfilandola spesse volte la carta di identità elettronica subisce qualche danno, nel mio caso la scritta “Napoli” non si legge più così bene.

Il numero della carta di identità  NON è facilmente individuabile, perché in basso alla carta c’e’ uno spazio bianco con simboli > >>> e alcune sequenza di numeri.
Si capisce con attenzione e fantasia una sigla CITA (carta di identità  ITALIANA) seguita da numeri e lettere. Il secondo, è una sequenza apparentemente senza senso, ma che confonde molto soprattutto gli albergatori e i controlli negli aeroporti.

I costi dei 4 toner necessari alle speciali stampanti sono enormi e i comuni non hanno abbastanza fondi per l’acquisto. Ogni 4 toner consente la stampa di circa 250 carte d’identità. Per Comuni grandi sono costi sproporzionati.

Il costo di 20 euro chiesti al cittadino differiscono per alcuni comuni. Sembra strano ma il motivo è il seguente:
Quando fu introdotta la carta d’identità elettronica i comuni segnalarono al Ministero degli Interni l’alto costo per la loro produzione. Invitarono quindi il Ministero ad un acquisto unico e a volume da parte sua del materiale per tutti i comuni ottenendo così sconti maggiori. Fu stabilito che ad occuparsi dell’acquisto dei materiali fosse il Poligrafico dello Stato esperto in materia. A fronte di questo acquisto i Comuni per ogni carta d’identità elettronica avrebbero chiesto 20 euro al cittadino girati poi mensilmente al Poligrafico dello Stato. Per anni i Comuni hanno inoltrato i 20 euro al Poligrafico ma per motivi non chiari non è seguita la fornitura dei materiali.
Il Comune di Milano ha quindi deciso di ricorrere contro il costo dei 20 euro e ad oggi è uno dei pochi Comuni che chiede lo stesso costo della carta d’identità tradizionale, circa 5 euro.
Altri Comuni hanno continuato a girare i 20 euro al Poligrafico dello Stato senza ottenere il materiale ne la manutenzione ai pc e alle stampanti che ovviamente ormai non funzionano più.

Nel 2014 il Ministero degli Interni ha deciso di interrompere la fornitura e il servizio, pianificando una nuova carta d’identità elettronica più economica anche in previsione delle città metropolitane, dove le anagrafi dei comuni saranno unite sotto una sola anagrafe.

Servizi avanzati legati alla carta d’identità elettronica:
Al momento del rilascio, viene fornito anche un PIN (nella stessa busta dei Bancomat), per l’utilizzo dei servizi telematici, presenti e futuri.
Al momento sul sito del Comune di Napoli, mi viene dato un errore nel programma per cui non ho mai potuto utilizzarla.
Si dice che questo tipo di carta, dovrebbe sostituire (e sarebbe il caso), tutti gli altri documenti e anche il Bancomat.
Tecnicamente non vedo problemi per unificare questo documento con:
– Carta d’identità
– Codice Fiscale
– Tesserino sanitario
– Patente di guida
– Firma digitale

Si dice che potrebbe diventare anche un Bancomat, operazione complessa secondo me e non ancora matura.

Classe '75, si dedica alla sua passione di sempre, l’informatica. Inizia la sua attività nel 1998 gestendo un internet provider configurando router CISCO e Modem 33,6 Kbit/s. Dal 2001 si dedica alla realizzazione di servizi web,SOAP,WSDL, DTT (Digitale Terrestre), protocollo MHP per servizi interattivi del digitale terrestre. Dal 2006 cura e gestisce CMS ottimizzati per le attività SEO, si occupa di comunicazione web per aziende e campagne politiche. Dal 2008 al 2012 è Consigliere Nazionale di Assoprovider (www.assoprovider.net), carica ricoperta per 2 mandati consecutivi fino al Maggio 2012. Da Luglio 2011 affianca le attività di comunicazione, informatizzazione, razionalizzazione delle risorse economiche e contrasto all'evasione per il Comune di Napoli curando la delega all'informatizzazione. Seguimi sul mio profilo Facebook: https://www.facebook.com/balsamofelice

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